martedì 8 novembre 2011

Kheine

<E che ne è stato dei tuoi compagni?> L'elfa della notte ruppe il silenzio che Kheine aveva creato, lasciando ai suoi "ospiti" la possibilità di condurre oltre la conversazione.
<Tutti morti. Abbiamo provato a introdurci nella villa di Barthanes due notti fa, seguendo i githyanki, ma siamo stati scoperti. Quel posto brulica di mercenari armati...>
<...e guardacaso ti sei salvato solo tu!>  lo interruppe secco Realder.
<Da morto non sarei stato molto utile a nessuna causa.> Rispose secco Kheine. <Ho contattato i miei superiori a Tarsanadas e mi è stato detto che in città c'era un bardo di nome Merrilin, di cui avrei potuto fidarmi. Si sono forse sbagliati? Ascoltate, sto solo cercando di aiutare voi e me stesso. Io sono qui per rovesciare il Gran Crociato Dathroan. Da quando la Sacra Torcia ha preso il potere a Shining Wood i non-umani li bruciano in piazza, cos'altro pensate che ci faccia in un posto del genere?!>

L'elfa si avvicinò a Kheine, al centro della stanza. Aveva la pelle blu e i capelli verdi, occhi gialli vagamente felini, con indosso un'armatura che sembrava fatta di foglie, nera come la pelle e gli abiti di Kheine. Accennò un sorriso. I kaldorei e i drow erano razze molto simili, in fondo, entrambe nate dal buio e entrambe accomunate da un destino in qualche modo tragico.
Elfi della notte, venivano chiamati i primi. Elfi delle ombre, i secondi.
O anche "traditori".

<Il mio nome è Silva'las, dei kaldorei. E lei è Rajah.> La pantera mostrò i denti, soffiando.
Il drow tentò inutilmente di distogliere lo sguardo dalle zanne dell'animale. <Kheine'n'sekheitni. Ma in genere gli umani trovano il mio nome un po' difficile da pronunciare... Chiamatemi Kheine.>
L'altro umano, quello dai capelli rossi, sbuffò. <Io sono Patrik, quello grosso accanto a te è Realder e lo gnomo si chiama Vivi. A quanto pare sai già chi è Merrilin, no? E adesso, basta convenevoli. Cosa proponi?>
<Sappiamo dove sarà buona parte dei mercanti, domani sera. I veri signori della città sono loro, con i loro eserciti di mercenari. Tra loro ci sarà Barthanes. E anche Dathroan, colui che ha iniziato questo sterminio. Io dico penetriamo lì dentro, raccogliamo informazioni e, se gli dèi ci assistono, uccidiamo Dathroan.>
Silenzio. Sguardi tra i presenti.
<E' troppo pericoloso> borbottò Realder.
<Io sono d'accordo invece. Siamo fermi da troppo, dobbiamo agire> lo contraddisse Patrik. <Però ci servirebbe un piano ben congegnato... non possiamo semplicemente entrare dalla porta principale, e tu Realder non sei proprio adatto a intrufolarti da qualche parte...>
Vivi si accigliò, scuotendo la testa, mentre Merrilin aprì la bocca per dire qualcosa, poi la richiuse, guardando Silva'las.
Non era quello che Kheine si era aspettato. Quella dell'indomani era un'occasione unica, una festa mondana in un luogo segreto. Li avrebbero presi alla sprovvista. Perchè esitare? C'era forse qualcosa che premeva loro di più che uccidere il Gran Crociato e rovesciare la Sacra Torcia? Che i suoi contatti avessero torto su questo Merrilin?

Silva'las rispose ai suoi pensieri.
<Non dobbiamo dimenticarci qual'è la nostra priorità. Siamo qui per salvare Kristanna.>