Le notti negli anelli esterni non erano mai silenziose. C’era sempre qualcosa che si muoveva, che fosse un canto, un fruscio o solo il vento: sembrava che il mondo fosse così ossessionato dal manifestare il proprio essere vivo. Anche nel buio, anche nelle notti senza luna. Kheine inspirò una boccata dalla pipa e passò distrattamente il dito sul carboncino, sfumando il suo disegno. Quella notte era come questa, pensava... stranamente silenziosa. Un nuovo cambiamento lo attendeva adesso, come lo aveva atteso quella notte di luna nuova. E ancora una volta aspettava qualcuno. Adesso il bardo Merrilin e i suoi sgherri, allora Fan, sebbene non fosse stata Fan la prima ad arrivare all'appuntamento, sotto il grande Abete Rosso.
Fan diceva che per chi sapeva ascoltare gli alberi parlassero nella loro lingua di gemiti, ululati e lievi scricchiolii. Chissà cosa aveva cercato di dirgli il Vecchio Rosso, quella notte. Avvertirlo? Magari anche gli alberi raccontavano storie passate, malinconici per una giovinezza perduta. Chissà se si curavano degli elfi e delle loro vite. Secondo gli accoliti del Fiore Bianco gli spiriti degli elfi morti albergavano per secoli nella linfa degli alberi, purificandosi prima di confluire nel Flusso delle Anime. Il Vecchio Rosso doveva essere stato un grande condottiero, forse un re.
Fan diceva che per chi sapeva ascoltare gli alberi parlassero nella loro lingua di gemiti, ululati e lievi scricchiolii. Chissà cosa aveva cercato di dirgli il Vecchio Rosso, quella notte. Avvertirlo? Magari anche gli alberi raccontavano storie passate, malinconici per una giovinezza perduta. Chissà se si curavano degli elfi e delle loro vite. Secondo gli accoliti del Fiore Bianco gli spiriti degli elfi morti albergavano per secoli nella linfa degli alberi, purificandosi prima di confluire nel Flusso delle Anime. Il Vecchio Rosso doveva essere stato un grande condottiero, forse un re.
Non c'erano alberi a Shining Wood, solo il silenzio innaturale di una città disperata.
Kheine aspirò ancora. Un sapore aspro gli intirizzì la lingua. Pensò al tabacco dolce di Olpenden, a tempi più felici. Gli elfi in genere non fumavano, il tabacco prodotto veniva raffinato e destinato alla vendita nei mercati delle Terre dei Fiumi, ma lui non era un "vero" elfo e i reietti finivano spesso per prendere abitudini da umani frequentando i mercanti degli anelli esterni. Un sorriso di autocommiserazione, una falce bianca, comparve su quel volto nero, nella stanza buia della locanda.
Quante rimuginazioni inutili precedono un cambiamento. E’ il tempo a creare problemi, non la decisione in sé. Adesso come in passato. Se fosse partito dagli anelli esterni nel momento stesso in cui aveva deciso di abbandonare i boschi - e i suoi fratelli - sarebbe stato tutto più facile, tutto meno stupidamente doloroso. Nessuno spazio per i dubbi. Lo avrebbero considerato un traditore nello stesso identico modo. Al pensiero la vergogna lo colpiva come uno schiaffo, ancora, a anni di distanza. Pensò a Soulzart, al loro ultimo scontro.
Kheine aspirò ancora. Un sapore aspro gli intirizzì la lingua. Pensò al tabacco dolce di Olpenden, a tempi più felici. Gli elfi in genere non fumavano, il tabacco prodotto veniva raffinato e destinato alla vendita nei mercati delle Terre dei Fiumi, ma lui non era un "vero" elfo e i reietti finivano spesso per prendere abitudini da umani frequentando i mercanti degli anelli esterni. Un sorriso di autocommiserazione, una falce bianca, comparve su quel volto nero, nella stanza buia della locanda.
Quante rimuginazioni inutili precedono un cambiamento. E’ il tempo a creare problemi, non la decisione in sé. Adesso come in passato. Se fosse partito dagli anelli esterni nel momento stesso in cui aveva deciso di abbandonare i boschi - e i suoi fratelli - sarebbe stato tutto più facile, tutto meno stupidamente doloroso. Nessuno spazio per i dubbi. Lo avrebbero considerato un traditore nello stesso identico modo. Al pensiero la vergogna lo colpiva come uno schiaffo, ancora, a anni di distanza. Pensò a Soulzart, al loro ultimo scontro.
Inarcò la schiena per accomodarsi meglio sulla sedia. Doveva smetterla di guardare al passato, doveva concentrarsi. Le persone che stava aspettando erano pericolose, e non sarebbero state amichevoli trovandolo ad attenderli nella loro stanza. Ma era esattamente quello che Kheine voleva: provocarli.
Poni ad un uomo delle domande ed egli ti mentirà spudoratamente. Mettilo sotto pressione e capirai chi è. Le risposte verranno di conseguenza.
Poni ad un uomo delle domande ed egli ti mentirà spudoratamente. Mettilo sotto pressione e capirai chi è. Le risposte verranno di conseguenza.
Voci e passi pesanti dalle scale. Una chiave che indugia nella serratura.
Kheine accese la lanterna e mormorò una preghiera a Shae.
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