sabato 15 ottobre 2011

Silva'las

Febbraio, anno 514 dopo l'Ascesa

Silva'las non era certo a suo agio in città: Tarsanadas era sporca, e puzzava.
Le mancavano i suoi alberi, i suoi ruscelli, i suoi lupi e i suoi cervi. Le mancavano l'odore della foresta e lo stormire delle foglie. Le mancavano le lunghe passeggiate e le brevi corse durante la caccia.
Nonostante i cambiamenti in atto, la foresta era ancora così piacevole per lei. Non sarebbe durato ancora per molto tempo però, adesso che anche Elhonna e Obad-Hai erano scomparsi. Come fanno gli dei a morire?

 
Era già tracorso un anno dal giorno in cui il suo popolo fu costretto ad udire il pianto degli alberi... non c'è niente di più terribile per un druido. Anche gli animali stavano soffrendo, certo, ma il lamento degli alberi era assolutamente insopportable.
Probabilmente gli halfling e gli gnomi si erano sentiti proprio così: vuoti. Spenti.


Ma era solo l'inizio, la sofferenza doveva ancora manifestarsi con tutta la sua forza. Pochi mesi dopo fu infatti la volta del dio della natura. Gli animali (elfi compresi) ricevettero un altro duro colpo. Molti di loro iniziarono a vagare senza meta, in una foresta che iniziava a mutare; molti smisero di cacciare e si lasciarono semplicemente morire di fame... Le stagioni non esistevano più, il tempo diventò casuale. Come fanno gli dei a morire?

 
Nessuno era ancora riuscito a dare una spiegazione, né fuori della Foresta né al suo interno. Voci di studiosi, saggi o uomini di chiesa si alternavano... Parlavano del ritorno di Dagon, di Distruttori di città, di incantatori che avevano oltrepassato il segno. Ma erano solo chiacchiere.

Una cosa invece stava avvenendo realmente: Kuilaltorn, il grande albero vivente, l'albero sacro, aveva perso qualche foglia... Stava iniziando a seccare, e con esso sarebbe morto tutto il Benir... L'equilibrio del mondo era ormai rotto.

Tuttavia lei e la sua famiglia facevano parte di quelli che non si erano arresi, e si sarebbero appigliati a qualsiasi speranza, per quanto
flebile  potesse sembrare.
Adesso, la speranza per lei aveva un nome: Merrilin.
Adesso, Silva'las aveva una missione: proteggere quell'uomo dai modi gentili che molti della sua gente (compreso suo padre) rispettavano profondamente. Xai'ander si fidava di Merrilin e aveva affidato a lei il compito di proteggerlo, e lei non aveva avuto bisogno di sapere altro.
Se una speranza c'era, allora valeva la pena anche di allontanarsi da Casa. Sopportare gli odori artificiali della città ed essere circondata soltanto da mattoni e legna morta era un prezzo infinitamente basso se paragonato alla possibilità di vedere Kuilaltorn tornare a fiorire...

1 commento:

  1. Eccoci, bene! Benvenuta Silva'las! Speriamo di tenere botta...

    RispondiElimina