domenica 16 ottobre 2011

Silva'las


Di nuovo quei rettili.
Silva’las li aveva visti prima di fare ritorno alla locanda: portavano le insegne di Eikos e formavano un corteo lungo una delle strade maestre della capitale, con al centro due grossi sauri che conducevano un cocchio. La calca che si era assiepata per guardare non le avrebbe comunque permesso di rientrare, quindi si era aperta un varco ed aveva guardato meglio: un corteo dell’Impero stava arrivando dal Palazzo, andando incontro agli uomini-lucertola. I due seguiti si erano fermati proprio davanti a lei.
Dalla carrozza imperiale erano scesi la Regina Madre, Catelyn Cohen, che stando al rumoreggiare della folla non si era più fatta vedere in pubblico dopo la morte dell’Imperatrice Liliane, Yluni ar'Deneb (lo yuan-ti era facilmente riconoscibile anche per lei che non sapeva praticamente nulla di politica) e un uomo, che ostentava una lancia con il simbolo di Heironeus e che i suoi vicini non sembravano conoscere. Dall’altra carrozza erano apparse invece due mezzelfe, dalla pelle verdastra, completamente identiche e che si muovevano insieme, quasi come fossero immagini allo specchio.
C’era stato uno breve scambio di parole tra le tre donne, poi la Regina Madre era salita sulla carrozza delle mezzelfe ed entrambi i cortei si erano diretti verso il Palazzo delle Cupole d’Oro.

E adesso tre di quelle insolite guardie erano lì, davanti a loro.
Merrilin appariva sconcertato. Era facilmente intuibile che non si aspettasse che qualcuno sarebbe venuto a cercarlo; il suo piano di tenere un basso profilo per non destare sospetti non aveva funzionato proprio alla perfezione.
I rettili si guardarono, forse ci fu un attimo di indecisione, poi quello che era il capo assunse un'espressione sbigottita.
<Merrilin.> Silva’las cercò di sbloccare la situazione; era chiaro che i tre non avrebbero accettato un rifiuto. <Io farò quello che mi chiederai, ma se andrai con loro ovviamente io verrò con te.>
Il bardo si riscosse, guardò i suoi compagni, che annuirono.
<E sia!> disse Realder.

Uscirono.
Il rettile aveva parlato delle gemelle di Eikos, evidentemente le mezzelfe che Silva’las aveva visto poco prima. Durante il tragitto l’elfa interrogò Merrilin a questo proposito, ma lui non le disse molto: sapeva appena della loro esistenza. Non restava che aspettare, avrebbero presto saputo di più.
Effettivamente si diressero al Palazzo, ma non verso l’ingresso principale. Il bardo disse loro che quello dove si trovavano era il parco della residenza della Regina Madre.
Su uno stagno del grande giardino era stata eretta una imponente tenda blu. Skiris e i suoi sottoposti si fermarono all’ingresso e con deferenza fecero cenno al gruppo di entrare.

Nella semi oscurità, Merrilin e i suoi si trovarono con l’acqua fino ai polpacci, illuminati dal riflesso incerto di fuochi fatui verdi sospesi sulla superficie.
Qualcosa si mosse nel buio, con un sibilo, catturando i riflessi della luce su una pelle di scaglie cangianti: due enormi occhi, verdi e malevoli, osservarono il gruppo con fissità feroce. Rajah, la pantera di Silva’las, ringhiò spaventata, ma la druida riuscì a tranquillizzarla.
Una voce gentile si fece subito sentire:
<Calmo, Sayu. Sono loro.>

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